Perfezionismo. Che cos’è?

Teresa ci racconta animatamente: “Sì, mi piace che tutto sia impeccabile, e quindi? Come potrebbe essere altrimenti? Se tutti fanno un lavoro approssimativo, che succede? Si dovrebbe sempre svolgere il proprio compito alla perfezione. Mio padre diceva sempre “Se non puoi farlo bene, non farlo affatto!”. Indossava sempre pantaloni e camicie stirati in modo impeccabile (intimoriva mia madre al riguardo). I suoi baffi erano perfettamente curati, non un pelo fuori posto! Passava molto tempo a riordinarli, per assicurarsi che tutto fosse come voleva lui. Mi avrebbe picchiato se avesse visto anche una sola parola non perfettamente in riga nel mio quaderno. E penso che avesse ragione! Guardatemi adesso: sono una professionista con la P maiuscola. Non si riesce a trovare un solo difetto nel mio lavoro, lo sanno tutti! Quanto a mio padre…è morto per un attacco di cuore all’età di 45 anni. Si era stancato di migliorare il mondo”.

Il perfezionismo è un tratto caratteriale che nasce dal desiderio di raggiungere un ideale impeccabile. È l’esigenza interna di portare i risultati di qualsiasi attività agli standard più alti, non raggiungibili dalle altre persone.

Perché è una strategia mediocre? Perché la realtà viene sostituita da un ideale mitico e irraggiungibile e la gioia di vivere passa in secondo piano. La vita nel suo insieme si trasforma in una corsa ad una “perfezione” inesistente. Puoi continuare a inseguirla per sempre, ma è impossibile catturare questo fantasma perché la “perfezione” è un’illusione. Anche il Sole ha macchie: ce lo dicono fonti attendibili.

Quando inseguiamo l’ideale, rimaniamo…fermi. Se una persona non ha un ambiente ideale, non farà assolutamente nulla. Quindi, perché preoccuparsi?

“Se solo avessi la giusta educazione…”, “se solo guadagnassi il doppio dei soldi…”, “se solo il mio partner…”. Tutti questi “se solo” sono segnali di arresto che implicano la delusione nelle tue capacità.

Marianna ha partecipato a un noto programma di cucina. Le piace cucinare ed è stata selezionata fra molti candidati per partecipare allo show. Marianna sa cucinare davvero molto bene e presenta il cibo magnificamente. Ma…solo quando ha tutto il tempo. Quando ha poco tempo, lo perde e non riesce a presentare un solo piatto ai giudici. Continua a farlo e rifarlo. Se le olive non sono perfettamente disposte accanto a una fetta di cetriolo e la composizione nel piatto ha ancora margini di miglioramento, non è in grado di andare avanti. Continua a rimetterle in ordine ancora e ancora…Nel frattempo, il tempo passa e poi scade. La vera crisi è avvenuta quando Marianna è stata nominata capitano della squadra. Era responsabile del risultato della squadra. Il lavoro di tutti era in stallo perché non poteva permettere a nessuno di mostrare iniziativa. Rifaceva ogni piatto dei suoi compagni. La sua squadra ha perso miseramente e le sue relazioni con i suoi compagni di squadra sono diventate tese.

Il perfezionismo si manifesta in standard eccessivamente elevati, attenzione ai dettagli e costante insoddisfazione per i risultati.

Sì, è vero: il tentativo di rendere un perfezionista soddisfatto dei risultati è destinato al fallimento. È come se al suo interno ci fosse una persona ansiosa perennemente insoddisfatta che regge una scala di misurazione, in cui il risultato 100% indica semplicemente…“ok”, e il segno “perfetto” è fuori scala. Questa persona misura tutto su questa scala e alza le sopracciglia: “Che cos’è quello? Puoi fare di meglio! Non serve a niente…”

In altre parole, i valori di un perfezionista sono così distorti che il loro livello è estremamente alto. È impossibile raggiungerlo per definizione.

Il problema è che il soggetto non se ne rende conto. Considera l’assenza del risultato desiderato come il risultato dei propri errori, del fatto che non si è sforzato abbastanza, non era abbastanza motivato, non era abbastanza competente. In altre parole, tutto ciò che vede “non è abbastanza”. ☹

Non c’è da stupirsi che in queste circostanze i perfezionisti cercano spesso l’aiuto degli psicologi. L’unico problema è…che si lamentano di non essere abbastanza efficienti, di non provarci abbastanza. Chiedono come possono riuscire a fare “meglio” e, di solito, non prendono in considerazione le opzioni che implicano una “carota”. Solo il “bastone”! Solo impegno e dedizione! Altrimenti non riusciranno ad ottenere nulla!

Enrico è sempre composto, serio e produttivo. Il suo programma è ricco: allenamenti (il suo corpo deve essere in una forma ideale), lavoro (non puoi rilassarti, devi produrre), lavorare sulla sua motivazione (libri, pianificazione, definizione degli obiettivi). Il tempo che passa a dormire è uno spreco: potrebbe fare così tanto, invece! Il suo medico lo ha indirizzato da uno psicologo: ha molti sintomi ma nessuna malattia sottostante. Alla fine Enrico è depresso ed esausto. Ha la sensazione di correre in cerchio, ma senza ottenere nulla. E meno ottiene, più si priva del sonno e del riposo. Questo è il risultato della ricerca della perfezione.

Il fatto che i perfezionisti sperimentino spesso depressione e ansia non è una sorpresa. È molto difficile convivere con la consapevolezza di non soddisfare i propri standard…

Vogliamo suggerirti di provare a determinare se sei soggetto a questo “disturbo” tossico:

  • Ti valuti in base ai tuoi risultati
  • Ti “fissi” sui dettagli
  • Il tuo motto è “se non puoi farlo perfettamente, non farlo affatto”
  • Cerchi la perfezione
  • I tuoi errori ti fanno sentire instabile
  • Le altre persone non soddisfano i tuoi standard e anche tu hai molto margine di crescita
  • Hai fissato obiettivi irraggiungibili
  • Hai molta ansia e hai paura che gli altri possano giudicarti
  • Vuoi controllare tutti e tutto
  • È molto difficile per te prendere delle decisioni
  • È molto difficile per te finire i progetti perché senti sempre di “poterlo migliorare”
  • Ignori i complimenti, ma noti o ti immagini le critiche
  • Reagisci dolorosamente alle critiche e allo stesso tempo ti arrabbi con te stesso
  • Hai paura di non soddisfare le aspettative degli altri

Se in te riscontri più di sette elementi fra questi, il perfezionismo è il tuo problema, purtroppo. Nel prossimo articolo vedremo le fonti del perfezionismo. Prima di poter risolvere questo problema, è necessario comprenderne le origini.